Lasciare liberi i termosifoni

Tende pesanti e mobili posizionati davanti al termosifone hanno una funzione isolante. E se questo gorgoglia bisogna sfiatare l'aria. A proposito: la tentazione di utilizzare il termosifone come asciugatrice della biancheria ha come conseguenza l'aumento dei consumi.
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Smalitmento rifiuti urbani provenienti da attività commerciali o industriali


Quali sono i rifiuti urbani provenienti da attività commerciali o industriali?
 
I rifiuti urbani provenienti da attività commerciali o industriali sono in pratica i “rifiuti di provenienza non domestica assibilabili agli urbani”, ovvero sono rifiuti provenienti dalle aziende o dalle industrie e non dalle utenze domestiche, che però per la loro natura o composizione sono assibilabili ai rifiuti domestici. Appartengono a questa categoria rifiuti di carta, vetro metallo legno, fibre tessili o plastica.
Non appartengono ai rifiuti urbani provenienti da attività o industrie quei rifiuti che sono prodotti nell’ambito di utenze domestiche private atte ad una normale conduzione di vita. Si tratta di quei rifiuti domestici ed ingombranti provenienti da appartementi, edifici per studenti e case di riposo, orti, appartamenti per ferie e tutti gli altri edifici e terreni che coprono il fabbisogno della vita privata, in particolar modo i rifiuti che hanno bisogno di essere sottosposti ad un controllo particolare: rifiuti speciali e rifiuti con componenti pericolose.


Chi è il produttore di rifiuti da attività o industria?

I produttori di rifiuti da attività o industria sono tutte le attività commerciali, le industrie, liberi professionisti, le amministrazioni pubbliche, istituti per il servizio sanitario ed istituzioni equivalenti pubbliche e private.

I rifiuti speciali non pericolosi sono assimilati agli urbani ai sensi dell'art. 21 del regolamento comunale sulla gestione dei rifiuti solidi urbani.


Di seguito viene elecata una lista esemplificativa dei rifiuti assimilati agli urbani:
  • Imballaggi secondari in genere;
  • Contenitori vuoti (fusti, vuoti di vetro, plastica e metallo, latta e lattine e simili);
  • sacchi e sacchetti di carta o plastica, fogli di carta, plastica cellophane; cassette, pallet; 
  • gomma e caucciù (polvere e ritagli) e manufatti composti prevalentemente da tali materiali, escluso camere d’aria e copertoni;
  • fogli di carta, plastica, cellophane;
  • Accoppiati, quali carta plastificata, carta metallizzata, carta adesiva, carta catramata, fogli di plastica metallizzati e simili;
  • Frammenti e manufatti di vimini e sughero;
  • paglia e prodotti di paglia;
  • scarti di legno provenienti da falegnameria e carpenteria, trucioli e segatura;
  • fibra di legno e pasta di legno anche umida, purché palabile;
  • ritagli e scarti di tessuto di fibra naturale e sintetica, stracci e juta;
  • feltri e tessuti non tessuti;
  • pelle e similpelle;
  • resine termoplastiche e termoindurenti in genere allo stato solido e manufatti composti da tali materiali;
  • imbottiture, isolanti termici ed acustici costituiti da sostanze naturali e sintetiche, quali lane di vetro e di roccia, espansi plastici e minerali e simili;
  • Moquette, linoleum, tappezzerie, pavimenti e rivestimenti in genere;
  • Materiali vari in pannelli (di legno, gesso, plastica e simili);
  • Frammenti e manufatti di stucco e gesso essiccati;
  • Manufatti di ferro tipo paglietta metallica, filo di ferro, spugna di ferro e simili;
  • nastri abrasivi;
  • cavi e materiale elettrico in genere;
  • Pellicole, lastre fotografiche e radiografiche sviluppate;
  • scarti in genere della produzione di alimentari purché non allo stato liquido, quali ad esempio: scarti di caffè, scarti dell’industria molitoria e della pastificazione, partite di alimentari deteriorati anche inscatolati o comunque imballati, scarti derivanti dalla lavorazione di frutta e ortaggi, caseina, sanse esauste e simili;
  • scarti vegetali in genere (erbe, fiori, piante, verdure, ecc.), anche derivanti da lavorazioni basate su processi meccanici (bucce, baccelli, pula, scarti di granitura e di trebbiatura e simili);
  • residui animali e vegetali provenienti dall’estrazione di principi attivi; 
  • olii alimentari esausti;
  • Accessori per l’informatica (articolo 39, comma 1, legge 22.2.1994, n. 146)
Regolamento comunale sulla gestione dei rifiuti,  (PDF, 218 KB)
Regolamento per l'applicazione della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani,  (PDF, 78 KB)
I download trovate sulla sinistra.

 
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